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Fino al 1928, il tratto più ripido veniva superato
grazie ad un impianto a cremagliera, profilo
“Strubb” e a due vagoncini di spinta (o
locomotori). Questi vagoncini del peso di 10,6 t,
montavano due motori da 100 cavalli ciascuno ed
erano alimentati alla tensione di 550V cc. Le
vetture tranviarie venivano spinte nella fase di
salita e trattenute durante la discesa dai
locomotori.
La dentata “Strubb” aveva come particolarità un
dispositivo di sicurezza speciale che impediva gli
spostamenti verticali e laterali, garantiva una
maggiore aderenza alla locomotiva, impedendo i
possibili deragliamenti in caso di brusca frenata.
Lo scartamento del binario era di 1 m (invariato
tutt’oggi). Le rotaie avevano caratteristiche
diverse nelle varie parti del tracciato. Nel primo
tratto in città originariamente, a causa delle
strade lastricate, furono adottate rotaie con
fungo a canale del peso di 48 kg (peso completo
del binario: 104 kg per metro); nel primo tratto
lungo via commerciale, fu scelto il profilo
“Tepliz” (78 Kg per metro corrente); nei tratti in
cui la linea era su sede propria fu usato il
profilo “Vignole” di 21,8 Kg per metro corrente.
Il sistema elettrico originario funzionava a
corrente continua alla tensione di 560V.
La tensione di alimentazione era erogata da una
centrale elettrica comunale, più esattamente da
una cabina di conversione a due permutatori a
vapori di mercurio, sita in un edificio in via
Stoppani. Da lì partivano tre cavi corazzati
interrati (due positivi, uno negativo) che
percorrendo un tracciato ancora non tanto noto,
attraversavano il centro cittadino, la zona
boschiva di Villa Giulia, arrivando fino alla
stazione a monte della cremagliera a vetta
Scorcola. Qui per mezzo di sezionatori veniva
distribuita l’energia alla linea di contatto e
agli alimentatori in parallelo.
L’alimentazione era realizzata da un gruppo
di conversione composto da un motore trifase
(2 kV / 42 Hz), accoppiato ad una dinamo
(560 - 720 V) della potenza di 200 kW. Il
gruppo ricaricava 260 accumulatori al
ferro-nichel della capacità |
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La cremagliera
(fonte tramdeopcina.it) |
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ciascuno di 200 Ah. Questo
sistema aveva due pregi: l’alimentazione era
sempre garantita e i motori
dei locomotori e dei tram in fase di
discesa, funzionando da generatori,
ricaricavano le batterie. La cabina di
trasformazione si trovava nei pressi della
fermata di Romagna, (dov’era anche la
rimessa per i locomotori), che fu demolita
negli anni ’70.
La linea di alimentazione era doppia per il
tratto a cremagliera servito da locomotori e
la presa di corrente era ad archetto (o
trolley) che fu abbandonato per il più
moderno pantografo.
Le vetture originarie erano uguali alle
motrici urbane, dotate di due motori
eccitati in serie, ma sempre in derivazione
sulla linea. I locomotori invece erano
dotati di due motori eccitati in derivazione
e accoppiati in parallelo,che nelle fasi di
discesa |
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La motrice n°8 al capolinea di Opicina
Stazione
(fonte tramdeopcina.it) |
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funzionavano da generatori, caricando gli
accumulatori.
In sede di progetto il tracciato, sempre a
binario unico, con sette punti di incontro a
doppio binario, prevedeva 5 tram in sevizio. |
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