|
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
La linea tranviaria che collega Trieste a
Opicina fu inaugurata nel 1902. Il
progetto, dell’ingegner Geringer, fu
approvato nel maggio 1900. Subito dopo
iniziarono i lavori che si conclusero il 22
aprile 1902. Seguirono ispezioni e
collaudi. Infine il 5 settembre la linea fu
collaudata.
L’inaugurazione riservata alle autorità e
alla stampa si tenne il 9 settembre 1902. Il
giorno prima la linea fu attentamente
ispezionata dai membri dell’Imperial Regio
Ispettorato generale delle ferrovie
austriache.
La carrozza inaugurale si mosse alle 9.10 da
piazza Caserma e la prima corsa durò 32
minuti senza soste. Alla stazione di Opicina
parata a festa aspettavano i dipendenti
della Società Anonima delle Piccole Ferrovie
in elegante divisa e pubblico festante.
Il giorno seguente avvenne l’apertura della
linea al pubblico con le prime partenze
fissate alle 5.30 da Opicina e alle 6.18 da
piazza Caserma.
Un mese dopo l’inaugurazione, esattamente il
10 ottobre 1902, l’attività del tram fu
funestata da un grave incidente: la vettura
tranviaria n° 2 a causa di un guasto
all’impianto frenante deragliò nei pressi
della stazione di Vetta Scorcola e andò a
schiantarsi su una casa.
Gli anni che seguirono l’inaugurazione il
borgo di Opicina, come la città di Trieste
attraversò un periodo di grande
trasformazione. Il tranquillo villaggio
carsico si aprì a nuove prospettive. Si
costituirono alberghi, ristoranti oltre
all’Obelisco, e la località si aprì al
turismo internazionale: la promuovevano
anche alcuni giornali austriaci come l’
“Unser Hausartz” e la “Winer Hausfrauen
Zeitung”.
I maggiorenti triestini costruirono ville e
villini per far passare i mesi estivi alle
famiglie. Per invogliare i forestieri e per
favorire i commerci nel 1906 venne attivato
un prolungamento fino alla stazione
ferroviaria di Villa Opicina. Fino al 1910
il numero dei passeggeri crebbe fino a
407.576 persone con 10.680 quintali di merce
trasportata. La società era in attivo avendo
avuto lo stesso anno 200.647 corone entranti
e 124.864 in uscita.
La prima guerra mondiale sconvolse la storia
e la vita di queste zone. |
|
Elettrovia Trieste –Opicina: salita
coadiuvata
dal locomotore di spinta a
cremagliera
(cartolina dell’epoca) |
|
|
Nel terribile periodo 1914-1918 anche il
tram sentì le conseguenze delle tragedie che
si consumarono sul Carso: i soldati feriti
nelle battaglie portati a Opicina
proseguivano con il tram-ambulanza per
l’ospedale militare di Trieste.
Con la pace il tram si rimise sui binari
giusti, ma la crisi degli anni venti si fece
sentire, i passeggeri diminuirono, la linea
ebbe bisogno di manutenzione e le carrozze
avevano tutte la loro età.
Più tardi nel 1927 a seguito del continuo
incremento di passeggeri e con la
conseguente necessità di potenziare il
servizio e rendere più flessibile
l’esercizio il tratto a cremagliera si
dimostrò inadeguato alle esigenze di
servizio. Il 26 aprile 1928 quest’ultimo fu
sostituito da un impianto funicolare
ritenuto più adatto e più veloce.
Fra il 1935 e 1936 la società decise di
investire anche sul confort dei passeggeri.
Entrarono in servizio 5 motrici a carrelli
costruite dalla STANGA-TIBB di Padova.
Tali vetture (numerate 101-105, poi
rinumerate 401-405), oltre ad accogliere
molti più passeggeri presentarono motori più
potenti ed un sistema di frenatura molto più
efficace. Venne infatti introdotta la
frenatura elettrica a 5 posizioni e la
frenatura pneumatica modulabile. Le nuove
motrici inoltre erano più ampie, con sedili
più comodi e dotate di una buona
illuminazione che permetteva ai viaggiatori
di leggere anche nelle ore serali.
Nel 1936 venne smantellato il collegamento
tra Opicina e la stazione ferroviaria di
Villa Opicina.
Nel 1942, in piena guerra mondiale entrarono
in servizio altre due motrici (106 e 107),
ma essendo in pieno periodo bellico erano
meno lussuose.
Durante la seconda guerra mondiale il tram
trasportò soldati di tutte le nazionalità:
venne infatti utilizzato da tedeschi,
italiani, jugoslavi e, nel febbraio del 1945
una vettura (la 107), che trasportava
soldati tedeschi fu oggetto di un attentato
da parte di partigiani: la vettura
transitando sopra uno scambio, innescò una
mina anticarro. Non ci furono vittime. Pur
riportando notevoli danni al telaio la
vettura venne riparata e poté riprendere
servizio in breve tempo.
Il GMA fece erigere a Opicina, Cologna e
Villa Giulia, nuovi insediamenti per i
propri funzionari, proprio attorno al
percorso della trenovia. Naturalmente i
soldati usarono il tram per spostarsi
dall’altopiano in città.
A cavallo degli anni 50 e 60, con l’avvento
della motorizzazione privata, iniziò il
declino del tram: nel 1956 cessò il servizio
merci e il 29 gennaio 1961 la trenovia,
scaduta la concessione alla Società Anonima
delle Piccole Ferrovie, passò in gestione al
comune di Trieste (III Ripartizione,
servizio comunale trenovia).
Nel luglio 1966 fu ridotto il servizio della
Trenovia dalle 7 di mattina alle 7 di sera.
Numerose le corse che furono effettuate con
autobus.
Il 1° gennaio 1970 la gestione passò all’ACEGAT.
Subentrando all’Comune l’ACEGAT provvide ad
attribuirle il numero di servizio: venne
scelto il numero 2 (mentre con il numero 4
vennero identificati i bus facenti capo al
deposito di Opicina).
Al momento della municipalizzazione tutto
l’impianto si presentava in condizioni
pessime: si provvide a sostituire i pali di
legno e a rifare parti del binario. Le
vetture tranviarie vennero tutte revisionate
nelle Officine del Broletto.
Il 28 novembre 1975 la vettura 403 in
seguito a un gravissimo incidente, in
discesa all’imbocco del rettilineo di
Conconello, perse aderenza e a causa
dell’aumento vertiginoso di velocità,
deragliò e andò a sbattere contro un muro di
contenimento. Fu radiata e successivamente
demolita.
Nel 1977 la gestione passò all’ACT. L’ACT
intraprese una serie di ristrutturazioni: il
servizio venne sospeso dal 1976 al 1978. |
|
|
L’ACT, subentrata all’ACEGAT, attuò la
revisione generale degli impianti della
trenovia, con sostituzione di vari elementi
della linea, sia delle tratte ad aderenza
naturale che sul tratto a funicolare. Fra le
innovazioni di maggiore spicco ci fu la
sostituzione dei carri scudo del 1928 con
altri più moderni di colore
giallo-arancione. Il servizio tranviario,
sospeso il 1° luglio 1976, riprese il 6
marzo 1978. Durante i lavori venne tenuto
attivo il solo servizio tra Opicina e Vetta
Scorcola, esercitato con una sola vettura
tranviaria indicata con treno bis.
Negli anni ottanta ci fu un altro
ammodernamento dell’impianto, vennero
imposte nuove norme ministeriali, con
l’installazione di un sistema automatico di
azionamento e controllo: il servizio venne
sospeso dall’1983 al 1984. Negli anni 90
venne restaurata la motrice n° 1 (ex 411).
Il 1 gennaio 2001 la gestione passò alla
Trieste Trasporti, azienda sorta in base
alla legger regionale 20/1997 che prevedeva
la gestione del trasporto pubblico locale
tramite gara europea perla durata di 10 |
 |
|
Vetta Scorcola anni 90 |
|
|
 |
anni.
Nel giugno 2001 iniziarono i lavori di
ripristino della vettura 405 a seguito
dell’incidente del 4 agosto 1993 quando il
tram venne centrato da un autobus della
Slavnik Koper. La grande novità era
costituita dal nuovo banco di guida, non più
dal controller elettromeccanico, bensì da un
innovativo sistema a chopper che consentiva
il risparmio ed il recupero di energia.
Nel 2002 in occasione del centenario della
tratta viene restaurata anche la seconda
motrice storica la n°6 (ex 412).
Nel 2002 furono rinnovati i due scambi di
Campo Romano e di Banne e tutto l’armamento
del quadrivio di Opicina. Sempre nello
stesso anno il Comune di Trieste, provvede a
far spostare la parte di binario tra piazza
Dalmazia e via Martiri della Libertà, in
modo da allargare lo spazio per il traffico veicolare,
disimpegnando allo stesso tempo la corsa del
tram dal traffico, migliorandone i tempi di
percorrenza. |
|
L’incidente del 4 agosto 1993
(foto Il Piccolo) |
|
|
 |
Nel 2004 il Comune di Trieste si assunse in
carico il tram di Opcina con le vetture, gli
impianti fissi ed i capolinea. Le vetture
storiche rimasero di proprietà dell’ACT. La
Trieste Trasporti collaborò fornendo il
personale viaggiante e le maestranze.
Questo passaggio di consegne si era reso
necessario in quanto un’azienda privata non
può ricevere finanziamenti statali, mentre
li poteva ricevere un ente pubblico, come il
Comune.
Dopo vari collaudi e prove il 6 marzo 2005
la motrice 405 riprese il servizio. Nel 2005
il comune di Trieste diede avvio alla
revisione di tutto l’impianto: il 31 maggio
2005 alle ore 20.11 l’ultimo tram partiva da
piazza Oberdan prima della chiusura per i
grandi lavori.
Vennero sostituiti i due carri scudo datati
1974, uno è stato preservato dal Museo
Ferroviario di Trieste mentre l’altro da una
ditta che ha partecipato ai lavori della
Trenovia. Vennero sostituiti il binario,
sull’intero tratto funicolare con uno più
pesante (36 kg/m), rulli e fune traente.
Nella sala macchine della stazione di Vetta
Scorcola venne sostituito il riduttore
datato 1927. Subirono un rinnovamento anche
le stazioni di piazza Oberdan e il deposito
di Villa Opcina, oltre che ad venir
sostituiti pali di sostegno e scambi su
tutta la linea.
La linea così rinnovata è stata inaugurata
il 24 luglio 2006. Il giorno dopo è iniziato
il servizio passeggeri. |
|
La Trenovia dopo i lavori di
manutenzione del 2005 (foto Alessio Pedretti) |
|
|
|
|
|
| Copyright TPLTRIESTE.IT
- Versione 1.1 |
|
|