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Tpl Trieste > Trieste Opicina > I motivi del revamping della vettura 405
Testo di MATTEO ZUCCA

Di norma ogni vent’anni le motrici tranviarie della linea Trieste Opicina vengono sottoposte ad una totale revisione che consiste nella scomposizione della vettura in ogni singola parte e la sostituzione o la ricostruzione dei particolari che denunciano usure accentuate o mancati malfunzionamenti (fossero carrelli, assiali, motori e componenti elettrici e pneumatici). Tali operazioni con il passare degli anni si sono rivelate sempre più complicate, a causa della scarsa reperibilità dei componenti da sostituire, quali valvole pneumatiche, controller, contatti in rame, teleruttori e in particolare caminetti non contenenti amianto. Questo stato ha trovato il suo culmine nel 1993, quando la vettura 405 rimase gravemente danneggiata nello scontro con un pullman in piazza Dalmazia. Ecco come si presentava la motrice il 4 agosto 1993, in seguito allo scontro con un pullmann al semaforo di piazza Dalmazia.

Particolari dell’incidente della motrice 405
(Foto Trieste Oggi 05.08.1993)

Di fronte a questo fatto l’azienda Triestina di Trasporto Pubblico (allora ACT) si trovò davanti al dilemma: demolire o ricostruire. Se si demolisce una vettura è necessario reperirne un’altra con le stesse caratteristiche per sostituirla nell’esercizio, se si ricostruisce a quali costi e a quali rischi di non poter completare l’operazione per mancanza di pezzi. Questi fattori hanno indotto l’allora ACT l’idea di sottoporre la vettura 405 a completo revamping, mantenendo inalterata la struttura esterna, introducendo però nell’impianto elettrico accorgimenti che apportassero economicità di gestione e maggior sicurezza nell’esercizio.
La scelta, ricaduta su un impianto a chopper, permette di raggiungere i seguenti obbiettivi:
• Portare a termine la revisione
• Garantire la reperibilità dei pezzi di ricambio;
• Ridurre i consumi energetici
• Introdurre una maggior sicurezza di marcia per la riduzione dei fenomeni di perdita di aderenza;
• Semplificare i comandi di guida a disposizione dei manovratori, che non agiranno più direttamente sul circuito a 600V ma bensì correnti a bassissima tensione che piloteranno la linea di potenza.
L’intervento di ristrutturazione si concretizza attraverso la fornitura di un azionamento tranviario a chopper di ultima generazione (IGBT). A dire il vero si tratta di un inverter che mediante un opportuno software funziona da chopper. Questa configurazione consentirà in futuro di sostituire i motori di trazione in corrente continua con dei più leggeri ed affidabili motori asincroni a gabbia di scoiattolo, eliminando così l’emissione di disturbi radioelettrici dovuti allo scintillio delle spazzole sui collettori semplificando le operazioni di manutenzione sugli stessi data l’assenza di contatti striscianti.
Dopo anni di lavoro ed un completo recupero strutturale della vettura, ecco come appare adesso nel deposito dei Villa Opicina, in un confronto con la gemella 402.

(foto Luca Coren 25.07.2003)

Da un esame visivo si possono fare le seguenti considerazioni:
Sulla parte sinistra si nota immediatamente la nuova porta completamente ricostruita.
In alto, a fianco del numero di linea è sparita la scatola bianca contenente la vecchia videocamera, sostituita da una nuova minuscola appena notabile posizionata proprio sul bordo del tetto, nel mezzo della larghezza della vetrata centrale, appena sotto l'indicatore di linea.

(foto Luca Coren)

Sopra l'indicatore di linea sono ben visibili i tre supporti per la sistemazione delle bandierine (italiana, europea ed alabardata) nelle occasioni di festa.
Sulla vetrata centrale è stato installato un nuovo tipo di tergicristallo.
Le listelle blu sopra i finestrini laterali hanno perso l'intelaiatura metallica che permetteva la loro apertura.
Le fiancate hanno perso le prese d'aria poste sopra ogni finestrino.

Particolare delle fiancate
(foto Luca Coren)

Infine si la nuova consolle di manovra (a sinistra) che sostituisce il vecchio controller elettromeccanico.

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