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L’autobus “Stream” è un progetto
sperimentale che fu avviato nel 1999 a
Trieste dall’Ansaldo Trasporti in
collaborazione con l’allora gestore del
trasporto pubblico, l’Azienda Consorziale
Trasporti.
Il progetto avviato a suo tempo dalla
giunta Illy era un ottimo progetto: un
autobus elettrico con zero emissioni di gas
inquinanti, dotato di motori elettrici e
grande capacità, con alimentazione elettrica
prelevata dal basso, e batterie tampone che
permettono marcia autonoma.
Dopo il periodo di sperimentazione (sul
percorso ad anello, piazza Goldoni, via
Mazzini, piazza della Borsa e ritorno in
piazza Goldoni per corso Italia), lo Stream
aveva ottenuto tutte le autorizzazioni
necessarie, ma l’esercizio vero e proprio
non cominciò mai. |
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Le ragioni dell’abbandono del progetto sono
in parte tecniche e in parte politiche: lo
“Stream” era finanziato dall’Ansaldo che
doveva omologarlo presso il ministero dei
trasporti. L’allora sindaco di Trieste Illy,
sostenitore del progetto, mise a
disposizione una linea molto frequentata, la
9. Venne attrezzata gran parte della via
Mazzini (l’unica riservata in ambo i sensi
ai mezzi pubblici) per la sperimentazione.
Venne anche installata un tratto di
canaletta presso largo Giardino e una era
prevista a San Giovanni. Dopo tutti i test
tecnici e collaudi vari, bisognava
intraprendere un periodo di preesercizio con
passeggeri a bordo, periodo che coincise con
il rinnovo della giunta comunale.
Il nuovo sindaco Dipiazza, oppositore del
progetto,bloccò il tutto proprio quando mancava poco
per l’omologazione. |
| Il
percorso dello Stream |
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Dal punto di vista tecnico la canaletta,
montata per ben due volte lungo via Mazzini,
in quanto con il primo posizionamento sono
stati riscontrati notevoli cedimenti del
terreno e degli elementi metallici di
contatto, in seguito al transito dei bus su
di essa, che hanno portato i tecnici
dell’Ansaldo a doverla riprogettarla più
resistente e con un sottofondo di cemento
armato. Tali operazioni hanno comportato
circa due anni di disagi per la presenza di
un cantiere in una via che registra più di
mille passaggi di autobus al giorno. L’idea
di estendere l’esperimento anche alla
restante parte della linea 9 avrebbe
comportato enormi disagi al traffico, cosa
insostenibile per la città.
Attualmente, la linea di contatto è ancora
al suo posto, lungo via Mazzini, come le due
sottostazioni elettriche. I due dei tre
veicoli Stream, per un lungo periodo,
conservati presso un capannone del deposito
del Broletto, costantemente manutenzionati
dal personale Ansaldo, sono stati
accantonati uno all’esterno del deposito
Broletto (vettura da 18m), mentre l’altro è
stato trasferito nel deposito di Prosecco e
lì accantonato. Il terzo veicolo Stream (la
seconda vettura da 18 metri è stata
trasferita in Romania, a Ploiesti utilizzato
come fonte di pezzi di ricambio per i
fiuobus Neoplan N6121 comprati di seconda
mano da Losanna. |