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STATO E PERCORSO ATTUALE

Attiva - Autobus

Percorso invernale:

P.le GIOBERTI (SAN GIOVANNI) - v.le Sanzio - Rotonda Boschetto - Via Giulia - Via Battisti - via Carducci - pza Oberdan - via Ghega - Stazione C.le - vle Miramare - BARCOLA e viceversa.

Feriale corse limitate in P.za Oberdan

Percorso estivo dal 2009:

P.le GIOBERTI (SAN GIOVANNI) - v.le Sanzio - Rotonda Boschetto - Via Giulia - Via Battisti - via Carducci - pza Oberdan - via Ghega - Stazione C.le - vle Miramare - Barcola - vle Miramare - S.S. Costiera - GRIGNANO e viceversa

STORIA
Testo di: Dario Cafagna

Risale agli anni settanta del XIX secolo il primo collegamento del villaggio di S. Bortolo, detto pure Barcola, al centro cittadino con un servizio pubblico di carrozze. All’epoca il villaggio contava circa 1200 abitanti e 70 case, e la strada che lo collegava a Trieste era stata completata nel 1859.
Secondo alcune fonti, un servizio di diligenze con partenza dai Portici di Chiozza e costo della corsa pari a 25 soldi, ebbe inizio nel 1975. Secondo altre, il primo omnibus, non su rotaia, raggiunse Barcola il 16 maggio 1879, partendo dalla stazione della Meridionale. La corsa costava 10 soldi al mattino e 20 soldi al pomeriggio. Da notare la tariffa comunque superiore ai 5 soldi delle corse in seconda classe dei primi tram a cavalli in ambito cittadino, stando così ad indicare il carattere “extraurbano” del percorso.
Barcola fu raggiunta, invece, dal tram a cavalli nel 1883. La linea era esercitata dalla Società Triestina Tramway, che cinque anni prima aveva ottenuto dal Comune la concessione per la costruzione dei tre chilometri di binari ed esercitare la linea. Le partenze avvenivano sia dai portici di Chiozza che da piazza Negozianti (Tommaseo), da dove le vetture raggiungevano la stazione della Meridionale (Centrale): attraverso via del Torrente (Carducci) le prime e corso Cavour le seconde, per poi imboccare viale Miramare fino a Barcola. Le vetture della linea per Barcola erano indicate dalla tabella bianco/verde: all’epoca, infatti, le linee non erano numerate e, per agevolare gli analfabeti, l’indicazione del percorso era affidata a tabelle con colori diversi per ciascuna linea.
Con la strada ed il servizio di trasporto pubblico, Barcola si trasformò rapidamente da villaggio di contadini e pescatori a località di villeggiatura e gite fuori porta e sviluppò sempre di più la sua vocazione balneare. Nel 1884 gli abitanti erano 1400, ma soprattutto le case erano diventate 229. La linea divenne quindi (e lo è ancora oggi, malgrado la diffusione dei mezzi privati), la linea dei bagni, quella utilizzata dai per andare a godere di una giornata o anche solo di qualche ora in riva al mare, per un bagno, ma anche per una passeggiata.
Nel 1887 l’ing. Vigolla richiese al Comune l’autorizzazione a costruire e gestire per 35 anni una tranvia a vapore dalla stazione della Sudbahn a Barcola, fissando una tariffa massima di otto soldi. A questa seguì una controproposta da parte della Società Triestina Tramway per una tranvia a trazione elettrica. Il confronto fra le due proposte andò avanti per circa un decennio (durante il quale anche l’ing. Vigolla propose una tranvia elettrica), ritardando di fatto l’introduzione del tram elettrico a Trieste, finché, nel 1898 fu stipulata una nuova convenzione tra la Società Triestina Tramway e il Comune di Trieste per la sostituzione della trazione animale con quella elettrica sulla quasi totalità della rete cittadina.
Spettò proprio alla linea di Barcola l’onore di inaugurare, il 2 ottobre 1900, la trazione elettrica sulla rete tranviaria triestina. Alle 18.15, dal nuovo deposito di via Margherita, uscirono tre convogli tranviari formati da una nuova motrice elettrica “Union” ed una rimorchiata costituita da un ex tram a cavalli. Si trattava di motrici
a due assi, costruite dalla Union Gesellschaft di Vienna ed equipaggiate con motori e impianto elettrico della AEG di Berlino. I convogli raggiunsero a Barcola in “soli” 28 minuti, percorrendo Corsia Stadion (via Battisti), via del Torrente (via Carducci) e viale Miramare.
Il 1 gennaio 1921 l’esercizio della linea passò, assieme all’intera rete tranviaria, dalla gestione della Società Triestina Tramway a quella pubblica delle Tranvie Municipali. Assunse il numero “6” appena il 1° gennaio 1925, data da cui tutte le linee tranviarie municipali furono numerate.
Il percorso era rimasto il medesimo fino al 14/01/1925, quando venne stabilito che i “treni pari”(*) provenienti da Barcola avrebbero proseguito per corso Cavour – piazza della Borsa – Corso Italia – piazza Goldoni – via Carducci – piazza Oberdan – piazza Dalmazia – via Ghega – via Cellini – Stazione Centrale – viale Miramare – Barcola. Quelli “dispari” avrebbero, invece, percorso l’anello in senso inverso: dalla stazione per via Cellini - via Ghega - piazza Dalmazia - piazza Oberdan - via Carducci - piazza Goldoni - corso Italia - piazza della Borsa - corso Cavour.
Nel corso dello stesso 1925 fu completato il girone di piazza Libertà, con passaggio di fronte alla Stazione Centrale, che fu percorso anche dalle vetture della linea “6” dirette verso i Portici di Chiozza, imboccando direttamente la via Ghega anziché transitare per via Cellini.
Dal 15/06/1926 rimase attivo uno solo dei due sensi di marcia dell’anello, quello: BARCOLA - corso Cavour - PIAZZA TOMMASEO - Corso Vittorio Emanuele - Chiozza - via Carducci - BARCOLA.
Il capolinea di piazza Tommaseo venne poi, a più riprese, spostato: in via SAN CARLO il 17/08/1927, con transito per Piazza Verdi anziché per Piazza Tommaseo, in Piazza Verdi il 23/08/1927 e nuovamente in Piazza Tommaseo il 14/05/1933.
Da notare che, fino al 1931, la linea “6” era in gran parte a binario unico, come molte altre linee tranviarie cittadine. Fu appena in quell’anno che venne posto il secondo binario lungo viale Miramare, cosa che permise di ridurre i tempi di percorrenza. Per ironia della sorte, nello stesso anno fu anche ipotizzata la trasformazione della linea “6” in filoviaria, ma il progetto non ebbe seguito, e solamente per l’indisponibilità di finanziamenti. Tuttavia, per completare del tutto il raddoppio del binario della linea “6”, si dovette attendere l’8 aprile 1934, quando venne inaugurato il nuovo cavalcavia di Barcola e il binario venne raddoppiato anche nella zona del sottopasso (dove il tram attraversava la carreggiata in condizioni di scarsa visibilità, fatto che nei successivi anni sessanta, con la diffusione della motorizzazione privata, avrebbe creato condizioni di grande pericolo, malgrado l’impianto semaforico).
Dopo l’introduzione del tram elettrico, la linea di Barcola fu di nuovo protagonista di una novità. La prima motrice a carrelli giunta in città, la “401”, costruita dalla Officine della Stanga di Padova, con equipaggiamento elettrico della Brown Boveri di Milano, fu infatti collaudata, il 19 giugno 1933, proprio fra piazza Tommaseo e Barcola, condotta dal sig. Firmiani.
Dal 27 luglio 1933 la linea “6” ebbe un prolungamento estivo Barcola – Bagno Cedas effettuato con autobus, cui si poteva accedere con un unico biglietto tram+bus. Anche in questo caso si trattava di una novità di cui fu protagonista Barcola, in quanto il servizio, sperimentale per il solo periodo estivo, introduceva per la prima volta l’autobus come mezzo adottato dalle Tranvie Municipali. Il servizio si concluse, come previsto, il 15 settembre, ma l’esperimento venne ripetuto nelle estati successive. Durante quella del 1937 il servizio venne prolungato fino al castello di Miramare e a questo punto esso divenne di fatto una linea a se stante.
Dal 06/12/1933, completato il girone di piazza Goldoni (Ponte della Fabra, piazza Goldoni, Passo Goldoni e via Carducci), venne abbandonato l’anello lungo le rive, il corso e via Carducci e il percorso del tram “6” venne così fissato: PIAZZA GOLDONI - v.Carducci (capolinea angolo L.go Santorio) - Portici Chiozza - via Carducci - via Ghega - via Cellini – Stazione Centrale - viale Regina Elena - BARCOLA. Successivamente, il 12/12/1942, il capolinea venne spostato in PASSO GOLDONI.
Il 1° gennaio 1952, giorno in cui prese avvio la ristrutturazione della rete di trasporto urbano cittadina, la linea “6” venne unificata con la linea “7”, sul percorso: S.GIOVANNI – v.le Sanzio – Boschetto – v. Giulia – Giardino Pubblico – v. Battisti - Portici di Chiozza – v. Carducci – p.zza Oberdan – v. Ghega - Stazione Centrale - v.le Miramare – BARCOLA e viceversa.
Ancora una novità doveva contrassegnare la linea “6”: la sperimentazione sui tram, dal 7/10/1952, dell’indicatore luminoso di direzione (freccia).
Nel 1957 venne istituita linea “6 barrata”, sempre tranviaria, le cui corse erano limitate fra PIAZZA GOLDONI e BARCOLA (utilizzando il girone di Piazza Goldoni come già la linea “6” prima del 1952). Veniva attivata come rinforzo per Barcola nei mesi estivi oppure al posto della “6” nelle giornate a servizio ridotto (p.es. 1° maggio). Negli anni sessanta le corse della “6/” venivano spesso effettuate con autobus, anche se le corse tranviarie non vennero dismesse. Le partenze avvenivano anche dai Portici di Chiozza o da via Carducci, per le difficoltà di stazionamento dei mezzi in piazza Goldoni. Da notare il differente verso della barra che era utilizzato sugli indicatori dei tram (6\ ) rispetto a quello degli autobus (6/ ).
Fu su un convoglio della linea “6” che, nel 1966, avvenne l’incidente che costò la vita ad un turista francese che viaggiava sulla rimorchiata. Tale incidente ebbe come conseguenza la messa fuori servizio dei rimorchi a partire dal 2 maggio, giudicati poco sicuri per le loro porte che rimanevano aperte durante la marcia.
Nel 1968 ebbe inizio, anche per la linea “6”, il processo di progressiva sostituzione del servizio tranviario con quello automobilistico, nell’ambito del più ampio programma aziendale e cittadino di utilizzare esclusivamente l’autobus sull’intero servizio urbano, dismettendo tram e filobus. Dal 25 agosto il servizio festivo venne svolto con alcuni “treni” operati da autobus con biglietteria automatica, mentre dal successivo 3 marzo 1969 fu la volta del servizio serale dopo le ore 21.00 ad essere svolto interamente da autobus con biglietteria automatica.
Il servizio tranviario sulla linea “6” cessò definitivamente il 30 dicembre 1969. Alle 21.24 dopo un breve brindisi degli operatori e dei pochi passeggeri, il controllore Ermanno Frisolini “fischiò” la partenza e l’ultimo tram lasciò il giardinetto di Barcola. La corsa successiva, quella sera, fu già effettuata con autobus.
Lo smantellamento dei binari della sede tranviaria in viale Miramare cominciò pochissimi giorni dopo per far posto all’allargamento della carreggiata. Fu probabilmente con la chiusura di questa linea tranviaria, la linea dei bagni, la più amata dai triestini, che cominciò a comparire in molti la consapevolezza che il processo di trasformazione in autobus dell’intero servizio avrebbe portato alla perdita di un’abitudine, di una tradizione e di un patrimonio culturale che si sarebbe dovuto invece conservare.
Il tragitto della linea “6” non fu interessato dalle modifiche alla viabilità introdotte dall’applicazione del “piano del traffico” del settembre 1973. Dal 15/7/1974 al 3/8/1979, invece, le corse verso s. Giovanni vennero instradate dalla Stazione Centrale per via della Geppa anziché via Ghega.
Nel 1975 fu “municipalizzata” la linea “G” della Saita. Questa fu unificata alla esistente “36” sul percorso Barcola – Grignano, perdendo, quindi, il collegamento di Grignano con il centro cittadino, assicurato dalla precedente “G”. Per ovviare a questo inconveniente, che aveva suscitato non poche polemiche, dal 30 giugno dello stesso anno le corse della “36” per Grignano vennero fatte partire in coincidenza con l’arrivo a Barcola di determinate corse della linea “6”, appositamente indicate da un cartello aggiuntivo a caratteri rossi.
Il 1° luglio del 1977 cessò il servizio serale della linea “6” a partire dalle ore 21.30, sostituita dalle linee “serali” “A”, “B”, “C” e “D”, che presero il posto di diverse linee urbane nella fascia oraria dalle 21.30 alle 24.00. Il percorso della linea “6” venne coperto verso san Giovanni dal ramo della linea “B” PIAZZA GOLDONI (via Gallina) – via Battisti – via Giulia – v.le Sanzio – s. Giovanni – v.le Sanzio – strada per Longera – SOTTOLONGERA – (Longera) e viceversa. Il collegamento verso Barcola fu invece coperto dal ramo della linea “C” PIAZZA GOLDONI (via Gallina) – piazza s. Giovanni – via Reti – via Carducci - piazza Oberdan – piazza Dalmazia – via Ghega – via Cellini – stazione Centrale – viale Miramare – BARCOLA e viceversa (eccetto da via Carducci per ponte della Fabra – piazza Goldoni).
Il 30 luglio 1978 cessò anche sulla linea “6” la distribuzione dei biglietti in vettura, con l’esclusione delle emettitrici, nell’ambito del programma di acquisizione dei titoli di viaggio esclusivamente attraverso il servizio di prevendita.
Da allora non si è riscontrato nessun evento di rilievo riguardante la linea “6”, fino all’entrata in vigore dell’orario estivo del 2009, il 14 giugno, quando è stata prolungata limitatamente alla vigenza dell’orario estivo, fino a Grignano, lungo il percorso della linea “36” (contestualmente limitata al bivio di Miramare).

Note:

(*) Il numero del treno era indicato, come ancora oggi sul Tram di Opicina, da un dischetto posto esternamente alle due estremità della vettura tranviaria, distinto dall’indicatore della linea.

Fonti:
[1] I trasporti pubblici a Trieste – Dalla Triestina Tramway all’Azienda Consorziale Trasporti – Del Bianco Editore – 1980
[2] Emanuele Crisma - “Storia del trasporto pubblico urbano a Trieste (1921-1954): uomini, strumenti e tecnologie” - Tesi di laurea in storia del Friuli-Venezia Giulia nell'età moderna e contemporanea
[3] Emanuele Crisma - Storia del Trasporto pubblico a Trieste - BUS informa - periodico della Trieste Trasporti spa - Anno 6 ni. 27, 28, 29 e 30.
[4] Azienda Consorziale Trasporti, Ufficio Tecnico-amministrativo – Riepilogo storico sui percorsi di linea del trasporto pubblico a Trieste – Dicembre 1998
[5] Aldo Ancona – Addio tram 6 – “La Municipalizzata” periodico interno A.C.E.G.A.T.
[6] Aldo Ancona – Trentacinque anni fa l’ultima partenza del tram “6” fra viale Miramare e il centro – “Il Piccolo” 29 dicembre 2005
[7] Aldo Ancona – “Una storia sulle rotaie” – Il Piccolo Illustrato – Supplemento al quotidiano “Il Piccolo” del 19 gennaio 1980
[8] Fabio Zubini – Barcola – Edizioni Italo Svevo, Trieste - 1995
 

Aggiornato il: 30.01.2012

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