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Con la ristrutturazione della rete di trasporto urbano cittadina,
che prese avvio il 1° gennaio 1952, le linee autofiloviarie dell’A.C.E.G.A.T.,
all’epoca individuate da lettere, assunsero tutte una nuova
designazione numerica. In tale ambito alla
linea filoviaria “D”
(Piazza Oberdan – via Flavia) venne attribuito il numero “19”.
Il percorso si snodava da VIA FLAVIA, all'altezza del passaggio a
livello del colle S.Pantaleone, per p.le Valmaura – via Fianona –
Cimitero di S.Anna – via dell’Istria – largo Baiamonti - via Salata
– galleria - p.Foraggi - v.le D'Annunzio - p.Garibaldi - v.Oriani -
l.go Barriera - v.Carducci – PIAZZA OBERDAN e viceversa.
L’11/09/1954 la linea “19” venne prolungata alla STAZIONE CENTRALE,
passando per piazza Dalmazia, via Ghega e via Cellini. Il capolinea
venne posizionato inizialmente a fianco della stazione delle
autocorriere, per poi essere collocato definitivamente sul
salvagente di fronte alla stazione stessa (1961). Si venne così a
realizzare quel collegamento fra la Stazione Centrale ed il popoloso
rione di Valmaura, che avrebbe costituito, per i successivi tre
decenni e mezzo, uno degli assi portanti della rete di trasporto
pubblico triestina ed avrebbe reso la linea “19”, servita dai
capienti filobus a tre assi, una delle più importanti e trafficate.
Fino alla fusione delle linee
“3” e
“9”, nel 1966, la “19” fu la
linea con il maggior numero di treni regolari, in servizio in numero
di sette.
Il capolinea di via Flavia più comunemente noto, quello del girone
di PIAZZALE CAGNI, venne attivato nel 1963.
Nel 1965 le corse dalla Stazione Centrale vennero instradate per via
della Geppa anziché via Ghega. L’esperimento ebbe vita breve, ed il
2 maggio 1966 si ritornò al percorso originale. All’incirca nello
stesso periodo venne aperto il nuovo tratto stradale di via
dell’Istria fra il piazzale del cimitero e piazzale Valmaura. Venne
così abbandonato il transito per via Fianona.
Il 1° febbraio 1966 il servizio filoviario della linea “19” fu il
primo ad essere sostituito, nella fascia serale, con un servizio
automobilistico a biglietteria automatica. In tale data fu, infatti,
istituita la
linea “19/”, prolungata a Borgo S. Sergio lungo via
Caboto e strada della Rosandra, che dopo le ore 21.00 copriva anche
il servizio della
linea “21”.
Nello stesso periodo iniziarono ad essere indicate con il “19//” le
corse limitate fra piazza Oberdan e lo Stadio, che venivano attivate
in occasione delle partite di calcio o nei giorni della
commemorazione dei defunti.
Il 29 settembre 1968 anche il servizio festivo della linea “19”
cominciò ad essere svolto da autobus con biglietteria automatica (ma
senza il prolungamento a Borgo S. Sergio), come parte di attuazione
del programma, aziendale e cittadino, di sostituire progressivamente
il servizio filoviario e tranviario con quello automobilistico.
Il tragitto della linea “19” passò indenne alle modifiche alla
viabilità introdotte dall’applicazione del “piano del traffico” del
settembre 1973, tanto che, oltre a mantenere inalterato il percorso,
fu l’unica linea filoviaria a rimanere in esercizio dopo
l’attuazione del piano. Il servizio filoviario cessò, comunque, poco
dopo, il 23 ottobre 1973, sostituito da quello automobilistico, ma
non sull’intero arco della giornata. L’impiego dei filobus proseguì,
infatti, nella prima fascia oraria della giornata, in quanto non
erano ancora disponibili autobus in numero sufficiente.
Essi si sarebbero dovuti eliminare l’anno successivo, dopo la
consegna di altri 20 autobus FIAT 418AL. Questi, però, vennero
destinati alla municipalizzazione delle linee della SAP e de “La
Carsica” e la definiva eliminazione dei filobus dalle strade
cittadine dovette essere rimandata di quasi un anno.
L’occasione fu l’avvio dei lavori sulla rete fognaria in largo
Barriera, per l’esecuzione dei quali, il 12 aprile 1975, il servizio
filoviario fu temporaneamente sospeso. La rete aerea venne anche
modificata per adattarsi al nuovo percorso al fine di riattivare il
servizio filoviario e venne effettuata anche una corsa di prova con
un filobus il mese successivo per collaudare il nuovo tratto di
bifilare. Ma questa fu l’ultima volta che un mezzo di questo tipo
percorse le vie di Trieste. Il recupero di alcuni autobus fece sì
che l’utilizzo dei filobus non fosse più necessario. Successive
ipotesi di ripristino della filovia 19 non ebbero mai seguito.
Si chiuse così a Trieste, con l’eccezione del Tram di Opicina,
l’epoca dei tram e dei filobus, ovvero l’epoca della trazione
elettrica nel trasporto urbano della città, proprio nel momento in
cui il costo del petrolio cominciava ad aumentare considerevolmente
ed iniziava a farsi strada la sensibilità per i problemi ambientali.
Anche se non legate al “Piano del traffico”, la “19” fu comunque
interessata da alcune modifiche alla viabilità: l’11/03/1974, le
corse da Via Flavia furono deviate verso p.Garibaldi per via
Raffineria anziché per viale D'Annunzio e dal 15/7/1974 al 3/8/1979
venne nuovamente istituito il transito per via della Geppa anziché
via Ghega.
La linea “19” non fu interessata nemmeno dalla riorganizzazione del
servizio serale dopo le ore 21.30 del luglio 1977 (quella che
introdusse le linee serali
“A”,
“B”,
“C” e
“D”).
Rimase, infatti, in servizio la “19/”, prolungata come di consueto a
Borgo San Sergio.
Il 7 agosto 1978, nell’ambito del programma di distribuzione dei
titoli di viaggio esclusivamente attraverso il servizio di
prevendita, cessò sulla linea “19” la distribuzione dei biglietti in
vettura, con conseguente esclusione delle emettitrici.
L’08/03/1981, data in cui venne attuato un ulteriore pacchetto di
provvedimenti per razionalizzare il servizio festivo, la linea “19/”
venne attivata anche sull’intero arco dell’orario festivo, al posto
della “19” e della “21”.
Il successivo 11/09/1982, la linea “19/”, seguendo le sorti della
“21”, fra p.le Cagni e strada della Rosandra, venne instradata, in
ambo i sensi di marcia, sulla via Flavia anziché via Caboto (da
Borgo S.Sergio il nuovo percorso seguiva v.Morpurgo - str. della
Rosandra - v.Flavia, anziché v.Carletti e v.Caboto).
Il 14 giugno 1990, con la Ia Fase del cosiddetto “Piano di
Ristrutturazione della Rete”, la linea “19” subì importanti
modifiche. Da piazzale Cagni venne prolungata per v.Mascagni -
v_Puccini - v.Benussi - v.Flavia, per coprire il percorso della
linea “22” che era stata contestualmente soppressa. Il capolinea
rimase inizialmente in piazzale Cagni, per essere spostato in VIA
PUCCINI, all'angolo con la via Benussi, il successivo 07/01/1991.
Contemporaneamente al prolungamento, il percorso venne anche deviato
da v. Carducci per v. Reti - v. Imbriani - v. Mazzini - p. Goldoni -
v.Tarabochia - p.dell'Ospitale - v. D'Azeglio - v. Conti - v.le
D'Annunzio (ritorno percorso inverso eccetto il passaggio per via
Gallina anziché via Mazzini e via Imbriani). Da quel giorno il
percorso diretto via Flavia – Stazione Centrale venne coperto dalle
linee “20” e “21” prolungate alla stazione. Non fu, così, più
necessaria la “19/”, che venne soppressa e sostituita nel serale
dalla “20/” e nei festivi dalla
“21” (che riprese quindi il suo
servizio festivo).
Con queste modifiche, però, la linea “19” non fu più quella di
prima: aveva perso quel ruolo di asse portante della rete che aveva
svolto per decenni, passando la mano alle linee
“20” e “21”, e aveva
perso anche i suoi treni, diventati dapprima cinque e poi ridotti a
tre, e la sua frequenza.
Fonti
[1] Roberto Carmeli – Trieste in filovia – Editoriale Danubio – 1995
[2] Azienda Consorziale Trasporti, Ufficio Tecnico-amministrativo –
Riepilogo storico sui percorsi di linea del trasporto pubblico a
Trieste – Dicembre 1998
[3] Edizioni del “Il Piccolo”, quotidiano di Trieste
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