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STATO E PERCORSO ATTUALE

Attiva - Autobus

STAZIONE FS (Piazza Libertà) - via ghega - p.za Dalmazia - p.za Oberdan - via Carducci - via Reti - via Imbriani - via Mazzini - p.za Goldoni - Ponte della Fabra - via Tarabocchia - p.za dell'Ospitale - via D'Azeglio - via Pascoli - via Conti - v.le D'Annunzio - p.za Foraggi - galleria - via Salata - via dell'Istria - via Flavia - p.le Cagni - via Mascagni - VIA PUCCINI - via Benussi - via Flavia - P.le Cagni - via Flavia - via dell'Istria - via Salata - Galleria - P.za Foraggi - v.le D'annunzio - via Conti - via Pascoli - via D'Azeglio - p.za dell'Ospitale - via Tarabocchia - Ponte della Fabra - via Gallina - via Reti - via Carducci - p.za Oberda - p.za Dalmazia - via Ghega - via Cellini - STAZIONE FS

STORIA
Testo di: Dario Cafagna

Con la ristrutturazione della rete di trasporto urbano cittadina, che prese avvio il 1° gennaio 1952, le linee autofiloviarie dell’A.C.E.G.A.T., all’epoca individuate da lettere, assunsero tutte una nuova designazione numerica. In tale ambito alla linea filoviaria “D” (Piazza Oberdan – via Flavia) venne attribuito il numero “19”.
Il percorso si snodava da VIA FLAVIA, all'altezza del passaggio a livello del colle S.Pantaleone, per p.le Valmaura – via Fianona – Cimitero di S.Anna – via dell’Istria – largo Baiamonti - via Salata – galleria - p.Foraggi - v.le D'Annunzio - p.Garibaldi - v.Oriani - l.go Barriera - v.Carducci – PIAZZA OBERDAN e viceversa.
L’11/09/1954 la linea “19” venne prolungata alla STAZIONE CENTRALE, passando per piazza Dalmazia, via Ghega e via Cellini. Il capolinea venne posizionato inizialmente a fianco della stazione delle autocorriere, per poi essere collocato definitivamente sul salvagente di fronte alla stazione stessa (1961). Si venne così a realizzare quel collegamento fra la Stazione Centrale ed il popoloso rione di Valmaura, che avrebbe costituito, per i successivi tre decenni e mezzo, uno degli assi portanti della rete di trasporto pubblico triestina ed avrebbe reso la linea “19”, servita dai capienti filobus a tre assi, una delle più importanti e trafficate. Fino alla fusione delle linee “3” e “9”, nel 1966, la “19” fu la linea con il maggior numero di treni regolari, in servizio in numero di sette.
Il capolinea di via Flavia più comunemente noto, quello del girone di PIAZZALE CAGNI, venne attivato nel 1963.
Nel 1965 le corse dalla Stazione Centrale vennero instradate per via della Geppa anziché via Ghega. L’esperimento ebbe vita breve, ed il 2 maggio 1966 si ritornò al percorso originale. All’incirca nello stesso periodo venne aperto il nuovo tratto stradale di via dell’Istria fra il piazzale del cimitero e piazzale Valmaura. Venne così abbandonato il transito per via Fianona.
Il 1° febbraio 1966 il servizio filoviario della linea “19” fu il primo ad essere sostituito, nella fascia serale, con un servizio automobilistico a biglietteria automatica. In tale data fu, infatti, istituita la linea “19/”, prolungata a Borgo S. Sergio lungo via Caboto e strada della Rosandra, che dopo le ore 21.00 copriva anche il servizio della linea “21”.
Nello stesso periodo iniziarono ad essere indicate con il “19//” le corse limitate fra piazza Oberdan e lo Stadio, che venivano attivate in occasione delle partite di calcio o nei giorni della commemorazione dei defunti.
Il 29 settembre 1968 anche il servizio festivo della linea “19” cominciò ad essere svolto da autobus con biglietteria automatica (ma senza il prolungamento a Borgo S. Sergio), come parte di attuazione del programma, aziendale e cittadino, di sostituire progressivamente il servizio filoviario e tranviario con quello automobilistico.
Il tragitto della linea “19” passò indenne alle modifiche alla viabilità introdotte dall’applicazione del “piano del traffico” del settembre 1973, tanto che, oltre a mantenere inalterato il percorso, fu l’unica linea filoviaria a rimanere in esercizio dopo l’attuazione del piano. Il servizio filoviario cessò, comunque, poco dopo, il 23 ottobre 1973, sostituito da quello automobilistico, ma non sull’intero arco della giornata. L’impiego dei filobus proseguì, infatti, nella prima fascia oraria della giornata, in quanto non erano ancora disponibili autobus in numero sufficiente.
Essi si sarebbero dovuti eliminare l’anno successivo, dopo la consegna di altri 20 autobus FIAT 418AL. Questi, però, vennero destinati alla municipalizzazione delle linee della SAP e de “La Carsica” e la definiva eliminazione dei filobus dalle strade cittadine dovette essere rimandata di quasi un anno.
L’occasione fu l’avvio dei lavori sulla rete fognaria in largo Barriera, per l’esecuzione dei quali, il 12 aprile 1975, il servizio filoviario fu temporaneamente sospeso. La rete aerea venne anche modificata per adattarsi al nuovo percorso al fine di riattivare il servizio filoviario e venne effettuata anche una corsa di prova con un filobus il mese successivo per collaudare il nuovo tratto di bifilare. Ma questa fu l’ultima volta che un mezzo di questo tipo percorse le vie di Trieste. Il recupero di alcuni autobus fece sì che l’utilizzo dei filobus non fosse più necessario. Successive ipotesi di ripristino della filovia 19 non ebbero mai seguito.
Si chiuse così a Trieste, con l’eccezione del Tram di Opicina, l’epoca dei tram e dei filobus, ovvero l’epoca della trazione elettrica nel trasporto urbano della città, proprio nel momento in cui il costo del petrolio cominciava ad aumentare considerevolmente ed iniziava a farsi strada la sensibilità per i problemi ambientali.
Anche se non legate al “Piano del traffico”, la “19” fu comunque interessata da alcune modifiche alla viabilità: l’11/03/1974, le corse da Via Flavia furono deviate verso p.Garibaldi per via Raffineria anziché per viale D'Annunzio e dal 15/7/1974 al 3/8/1979 venne nuovamente istituito il transito per via della Geppa anziché via Ghega.
La linea “19” non fu interessata nemmeno dalla riorganizzazione del servizio serale dopo le ore 21.30 del luglio 1977 (quella che introdusse le linee serali “A”, “B”, “C” e “D”). Rimase, infatti, in servizio la “19/”, prolungata come di consueto a Borgo San Sergio.
Il 7 agosto 1978, nell’ambito del programma di distribuzione dei titoli di viaggio esclusivamente attraverso il servizio di prevendita, cessò sulla linea “19” la distribuzione dei biglietti in vettura, con conseguente esclusione delle emettitrici.
L’08/03/1981, data in cui venne attuato un ulteriore pacchetto di provvedimenti per razionalizzare il servizio festivo, la linea “19/” venne attivata anche sull’intero arco dell’orario festivo, al posto della “19” e della “21”.
Il successivo 11/09/1982, la linea “19/”, seguendo le sorti della “21”, fra p.le Cagni e strada della Rosandra, venne instradata, in ambo i sensi di marcia, sulla via Flavia anziché via Caboto (da Borgo S.Sergio il nuovo percorso seguiva v.Morpurgo - str. della Rosandra - v.Flavia, anziché v.Carletti e v.Caboto).
Il 14 giugno 1990, con la Ia Fase del cosiddetto “Piano di Ristrutturazione della Rete”, la linea “19” subì importanti modifiche. Da piazzale Cagni venne prolungata per v.Mascagni - v_Puccini - v.Benussi - v.Flavia, per coprire il percorso della linea “22” che era stata contestualmente soppressa. Il capolinea rimase inizialmente in piazzale Cagni, per essere spostato in VIA PUCCINI, all'angolo con la via Benussi, il successivo 07/01/1991.
Contemporaneamente al prolungamento, il percorso venne anche deviato da v. Carducci per v. Reti - v. Imbriani - v. Mazzini - p. Goldoni - v.Tarabochia - p.dell'Ospitale - v. D'Azeglio - v. Conti - v.le D'Annunzio (ritorno percorso inverso eccetto il passaggio per via Gallina anziché via Mazzini e via Imbriani). Da quel giorno il percorso diretto via Flavia – Stazione Centrale venne coperto dalle linee “20” e “21” prolungate alla stazione. Non fu, così, più necessaria la “19/”, che venne soppressa e sostituita nel serale dalla “20/” e nei festivi dalla “21” (che riprese quindi il suo servizio festivo).
Con queste modifiche, però, la linea “19” non fu più quella di prima: aveva perso quel ruolo di asse portante della rete che aveva svolto per decenni, passando la mano alle linee “20” e “21”, e aveva perso anche i suoi treni, diventati dapprima cinque e poi ridotti a tre, e la sua frequenza.

Fonti
[1] Roberto Carmeli – Trieste in filovia – Editoriale Danubio – 1995
[2] Azienda Consorziale Trasporti, Ufficio Tecnico-amministrativo – Riepilogo storico sui percorsi di linea del trasporto pubblico a Trieste – Dicembre 1998
[3] Edizioni del “Il Piccolo”, quotidiano di Trieste
 

Aggiornato il: 03.01.2012

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